MOBILITAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


Premesso che:
-è la violenza sulle donne la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni; sempre più spesso la vittima vive sotto lo stesso tetto dell’autore della violenza; la casa si riconferma, per la donna, come il luogo meno sicuro: nel nostro paese si ritiene che ogni tre morti violente, una riguarda donne uccise da un marito, un convivente o un fidanzato, come risulta dal bilancio sulla violenza sulle donne preparato ogni anno dall’ISTAT, sulla base delle denunce e delle richieste di aiuto avanzate alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri), a medici e strutture di pronto soccorso degli ospedali, a centri antiviolenza e associazioni per la tutela delle donne ( sportelli antiviolenza, telefono rosa, consultori).
-le vittime sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà, ma ci sono donne uccise perché uomini vogliono la loro obbedienza, messe a tacere per sempre perché rivendicavano la libertà di pensare e di agire; donne che vivono in comunità patriarcali dove è impedita ogni ipotesi di emancipazione.
-inoltre vittime di violenze domestiche sono anche quelle donne che causa ribellione alle regole dettata anche dalla religione sono soggette a violenze non solo per motivi sessuali, ma anche dettate dall’imposizione di una cultura repressiva, che non permette loro di vivere liberamente la propria femminilità e sessualità.

Sottolineato che:
-gravi episodi di violenza familiare sono purtroppo ancora all’ordine del giorno nel nostro Paese e non hanno né colore, né religione, né etnia, ma partono da una mancata educazione al rispetto dell’altro, spesso donna o bambino.
-la causa scatenante del litigio è sintomo di un disagio più profondo che deve essere riconosciuto ed adeguatamente prevenuto, affinché non abbia da ripetersi in circostanze analoghe.
-le donne straniere, spesso proveniendo da società in cui il ruolo della donna è subordinato e costretto a muoversi dentro ad un sistema prettamente patriarcale, sono quelle che incontrano maggiori difficoltà sulla strada dell’integrazione.
-questi episodi dimostrano che è già in atto un cambiamento culturale, che soprattutto grazie ai giovani, si stanno erodendo le antiche culture patriarcali dall’interno e gran parte del merito va al coraggio di donne come Begum e Nosheen, che sfidano la rabbia di chi non si rassegna a perdere potere su di loro.

Il Consiglio Comunale esprime:
ferma condanna a qualsiasi episodio di violenza fisica e/o morale nei confronti delle donne di ogni appartenenza.

Impegna il Sindaco e la Giunta:
-a continuare momenti formativi, rivolti soprattutto ai giovani e alle giovani, affinché siano aiutati a comprendere l’esistenza di questo fenomeno, e a valutare la crescente gravità con l’obiettivo di educare gli uomini alla cultura del rispetto e sostenere nelle donne la capacità di denunciare quando la loro libertà viene violata.
-a incentivare -diconcerto con le istituzioni competenti – modalità pacifiche di controllo sociale del territorio.
-a supportare quanti sia in forma siongola che aggregata promuovono il dialogo e la conoscenza a supporto del processo di integrazione delle donne soprattutto straniere.
-a sostenere ogni iniziativa sociale e culturale che promuova la conoscenza dei diritti umani inviolabili e delle libertà fondamentali e venga incentivato ogni progetto teso a sensibilizzare e responsabilizzare le donne e gli uomini nel nostro territorio, cittadini italiani e stranieri.
-a vigilareaffinché nelle comunità degli immigrati islamici non si coltivino idee e riti basati sul fondamentalismo religioso che violano i diritti fondamentali dell’uomo e soprattutto il diritto delle donne di partecipare pienamente alla vita sociale, culturale, economica e politica del territorio in cui vivono.

( ordine del giorno proposto dal gruppo consiliare PD, emendato da Lega Nord, Liste civiche, approvato dal Consiglio Comunale di Sassuolo in data 17 marzo 2011)