Coefficiente familiare e incentivi per nuovi investimenti


Due proposte concrete per fronteggiare la crisi. L’occasione persa del Tecnopolo

Ringrazio l’assessore Barbieri per le sue proposte volte ad alleggerire lo stato di difficoltà di molti Sassolesi, il calo dell’occupazione continua e non dà segni di arresto, per cui ogni intervento che tenti di porre un freno a questa onda è apprezzabile e da sostenere. Nel merito delle proposte, non mi pare di notare interventi particolarmente innovativi o coraggiosi. Si propone l’esenzione totale delle tariffe a chi perde lavoro per le famiglie monoreddito, quando pochi mesi fala Giunta Caselli ha rifiutato una proposta più concreta del PD, che chiedeva la sospensione delle rette per i lavoratori della ceramica Edilcuoghi, privi, allora, di una qualunque forma di ammortizzatore. Si dimentica di dire che una misura simile è già presente nel “pacchetto crisi” provinciale, con la possibilità di riaggiornare il coefficiente ISEE alla base del calcolo delle tariffe dei servizi a domanda individuale. Bene i tirocini formativi e i voucher, non capisco se i corsi di aggiornamento professionale saranno proposti attraverso Cerform, cosa che auspico, o direttamente dal Comune. Bene anche le iniziative volte a fluidificare le rigidità del mercato del lavoro, la pagina delle offerte di lavoro sul giornalino e i vari riconoscimenti. Vorrei però andare oltre, perché ha ragione Barbieri, si ha l’impressione trattando questo tema di andare alla guerra con uno stuzzicadente. Allora mi chiedo, perché nessuno ha detto nulla sui recenti utili delle aziende ceramiche mentre, contemporaneamente, 1200 persone hanno perso il lavoro? Dov’è finita la responsabilità sociale d’impresa? Qual è il messaggio di speranza che lanciamo ai giovani? Possibile che a nessuno questo fatto provochi almeno un moto di indignazione? Per non parlare poi delle piccole imprese artigianali che troppo spesso sono costrette a mettere in gioco i patrimoni familiari dei titolari per sopravvivere a un sistema bancario che troppo poco supporta l’economia locale. Lancio due proposte concrete, niente di risolutivo evidentemente, ma importanti non spegnere l’attenzione sul problema del lavoro. La prima, da attuare già col prossimo bilancio: inserire con coraggio un coefficiente familiare nella determinazione delle tariffe e rette dei servizi a domanda individuale. La seconda, da attuare in un ottica distrettuale e provinciale: farsi promotori all’estero delle professionalità eccezionali del nostro territorio. In uno scenario di aree industriali dismesse, si può tentare di coinvolgere risorse private e pubbliche -attraverso la pianificazione urbanistica- per indurre investitori nazionali ed internazionali a scommetere ancora sul nostro territorio. Chiudo con un rammarico, assistere proprio in questi giorni alla firma delle convenzioni tra gli enti reggiani coinvolti nel tecnopolo provinciale mi provoca amarezza. Invito chi, forse in maniera superficiale, ha sempre combattuto questo progetto definendolo vago e inutile, a leggere quegli atti per scoprire la grande occasione persa per Sassuolo e il distretto.

Giulia Pigoni

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