INTERVENTO SULLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


Che sia ogni giorno il 25 novembre, perché la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne deve essere ogni giornata! Questo fenomeno è una ferita ancora tristemente aperta sulla nostra società e ognuno di noi dovrebbe lavorare per sensibilizzare la comunità in questo senso.

La violenza sulle donne è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni; sempre più spesso la vittima vive sotto lo stesso tetto dell’autore della violenza, a simboleggiare che questo fenomeno appartiene più alla normalità che alla patologia. Le vittime sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Questa violenza si annida nello squilibrio relazionale tra i sessi.

Ci sono donne uccise perché uomini vogliono la loro obbedienza, messe a tacere per sempre perché rivendicavano la libertà di pensare e di agire; donne che vivono in comunità patriarcali dove è impedita ogni ipotesi di emancipazione; donne che causa ribellione alle regole dettate anche dalla religione sono soggette a violenze non solo per motivi sessuali, ma anche dettate dall’imposizione di una cultura repressiva, che non permette loro di vivere liberamente la propria femminilità e sessualità.

Non ci sono scusanti, dobbiamo condannare ogni genere di violenza, sia essa sessuale, fisica, economica e/o psicologica.

Gravi episodi di violenza familiare sono purtroppo ancora all’ordine del giorno nel nostro Paese, lo testimoniano anche i dati forniti dal Prefetto di Modena all’ultimo Consiglio Provinciale che ci segnalano l’aumento delle denunce. Le violenze non hanno né colore, né religione, né etnia, ma partono da una mancata educazione al rispetto dell’altro, spesso donna.

Voglio lanciare un appello a tutte quelle donne che hanno subito o stanno subendo qualsiasi tipo di violenza: non abbassate mai la testa, trovate dentro di voi il coraggio della condanna, che è anche coraggio della testimonianza. Siate forti perché “una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole”.

(Giulia Pigoni, Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico)