I DISASTRI NELLA MENSA SCOLASTICA SASSOLESE


4-dic
E’ ora che le famiglie reagiscano.  Da alcuni anni l’amministrazione comunale sassolese tenta di realizzare un centro di produzione pasti per le mense delle scuole elementari. Vicenda nota soprattutto per la battaglia a base di ricorsi e contro ricorsi portata avanti dai cittadini di Braida e alcune delle ditte partecipanti a questo bando di costruzione e gestione. Errori su errori dell’amministrazione sassolese stanno producendo disagi a catena per i cittadini.
Come si sa, il Consiglio di stato ha dato ragione alla CIR, dopo che il bando era stato aggiudicato dal Comune alla MARKAS; questo ha prodotto un cambio in corsa nella gestione della produzione dei pasti tra MARKAS e CIR che sta determinando effetti disastrosi sul servizio e sulla qualità del cibo servito ai nostri ragazzi.  Innanzitutto sconcerta che questo “cambio” non sia stato formalizzato alle varie direzioni didattiche, che viceversa si sono viste arrivare il personale CIR, nulla sapendo di questa sostituzione.  Ma non solo: non ci si è preoccupati che il passaggio di “consegne” avvenisse senza ripercussioni sulla qualità del cibo  e sul servizio offerto.  Solo per fare un esempio, Markas ad oggi non concede l’utilizzo dei locali cucina nelle varie scuole, all’interno delle quali sono conservate le attrezzature di loro proprietà e questo evidentemente  incide pesantemente sulla qualità del servizio offerto. Al momento, inoltre, viene garantito un solo pasto alternativo, per cui bambini con diete particolari per intolleranze/allergie si trovano a mangiare lo stesso tipo di pasto tutti i giorni. Cosa fa il Comune invece di vigilare su questo passaggio di consegne? Quello che sta avvenendo in questi giorni è un effettivo passaggio di consegne del precedente bando di costruzione e gestione del servizio mensa, con i medesimi standard di qualità, oppure una cosa diversa, provvisoria o meglio improvvisata a tutto discapito della qualità del servizio mensa? Perché ad oggi non ci sono ancora dei concreti cambiamenti e tutto continua come prima nonostante da settimane il Comune sia informato di questa situazione. Non amiamo particolarmente gesti estremi, ma crediamo che sarebbe opportuno, proprio perché non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, cominciare a mandare a scuola i nostri figli con il pasto  da casa per far capire in Via Fenuzzi che le cose così non possono andare avanti molto, anche perché questo servizio è pagato da tutte le famiglie, che con regolarità ogni mese pagano il conto e che si aspettano, non parole ma fatti concreti.
Sandro Morini – Giulia Pigoni