Pigoni, la più votata in città: «Un risultato che mi riempie di orgoglio, ma anche una grande responsabilità»


gp41«SPERAVO di poter fare bene, ma un consenso del genere, a livello personale, non me lo aspettavo». 471 preferenze hanno fatto di Giulia Pigoni, 23 anni, consigliere comunale del Pd straconfermata dopo le elezioni, presidente del consiglio dell’Unione e membro dell’assemblea nazionale del Pd, il candidato più votato in città. «Un risultato che mi riempie di orgoglio, ma anche dice una grande responsabilità».

Preoccupata?

«Più per il tanto che dovremo affrontare che non per quelle che sono le nostre capacità di governo. Da una parte c’è una Sassuolo con parecchi problemi da risolvere, e penso al bilancio e ad SGP, dall’altra c’è grande voglia di mettersi in gioco da parte della nuova squadra di governo».

Con Pigoni in prima fila: nella squadra di Pistoni ci sarebbe un assessorato già pronto per lei 

«Non sono in grado di rispondere. Con il neosindaco stiamo discutendo: conto di esserci, anche se non so con che ruolo. Ma come opposizione abbiamo lavorato bene, e siamo pronti a raccogliere la sfida di governo con un progetto importante, che l’elettorato ha capito e condiviso».

Le prime cose da fare? 

«Dare corso alla parte di programma che rilanci l’occupazione giovanile e porre grande attenzione alle scuole. Il futuro di tutti passa da lì».

La città-distretto, invece? 

«Un altro punto forte del programma, cui lavoreremo mettendo a profitto anche l’esperienza di questi anni con l’Unione dei Comuni».

Nel cui consiglio Pigoni era presidente e Sassuolo una sorta di convitato di pietra, forse per diffidenza

«Non solo diffidenza: Sassuolo ha sempre preferito ragionare più per sè che in un’ottica sovraccomunale, o almeno questa è stata la scelta dell’amministrazione Caselli.

La nostra amministrazione farà scelte opposte, giovandosi del fatto che, rodata in questi anni, l’Unione è strumento di governo indispensabile per ogni comune che ne fa parte, e razionalizzerà risorse e servizi, ottimizzandoli. Certe scelte campanilistiche, nel conteso attuale, non pagano».

s.f.

[Il Resto del Carlino 15/06/2014 ]

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