E’ stata presentata questa mattina, l’Università Popolare Sassolese.


E’ stata presentata questa mattina, in conferenza stampa alla presenza del Sindaco Claudio Pistoni, dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Maria Savigni e dell’Assessore alla Cultura Giulia Pigoni, l’Università Popolare Sassolese.

L’Università Popolare Sassolese, che vede Coordinatore Paolo Fantoni e, tra il comitato promotore Antonia Bertoni, Irene Biolchini, Luciano Biolchini, Maurizio Davolio, Matteo Ruini e Rita Turrini, nasce per favorire la diffusione culturale e la formazione permanente di giovani ed adulti.

Si rivolge ad un ampio pubblico, con proposte tematiche differenti che concorrano a potenziare il dialogo e l’incontro interpersonale ed intergenerazionale.

Gli argomenti proposti intendono stimolare ed incontrare interesse e curiosità tra i cittadini che, con idee e suggerimenti, potranno dare un valore aggiunto al progetto.

“In questo progetto di fondazione di una Università Popolare Sassolese  – affermano i promotori – ci siamo chiesti come intercettare richieste che nascano dal basso e che siano meno collegate alle solite esigenze indotte da pubblicità consumistica e che più inducano ad una riflessione quotidiana la su problematiche serie, senza procurare paura ed intolleranza. Noi ci proviamo.

Ci prefiggiamo lo scopo di stimolare la curiosità e la conoscenza delle storie di civiltà e di paesi  molto diversi dal nostro, di diversi modi di vita e al contempo una maggiore consapevolezza delle nostre radici culturali e storiche.

E’ la miglior cura contro l’inevitabile decadenza delle nostre cellule cerebrali;anzi una possibile rigenerazione delle stesse.

Ma l’aspetto e lo scopo che insieme con Auser e l’Amministrazione Comunale maggiormente stimola noi componenti del Comitato Promotore e sfida il nostro ottimismo è la possibilità di creare un canale di comunicazione con le generazioni più giovani, perche’ siamo convinti che la qualità democratica della nostra  società  possa solo crescere se questo dialogo intergenerazionale sarà avviato e possibile.

Non facciamo distinzione tra cultura alta e cultura bassa. Importante è credere nel dibattito delle idee,nel confronto civile delle diversità.

Siamo convinti che il desiderio di conoscenza attraversi tutte le fasi della vita di ciascuno di noi,per questo è un collante intergenerazionale. Questo è il punto fermo che deve contraddistinguere l’UPS. Missione impossibile? Vedremo”.

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