SCAPPARE LA GUERRA


Nell’ambito della Mostra “SCAPPARE LA GUERRA: un reportage dal confine greco macedone” di Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli” è in programma l’incontro (Paggeriarte ore 21.00) sul tema ““IMMIGRAZIONE, ANALFABETISMO, SEMPLIFICAZIONE”.

Ne discutono: MASSIMO TESEI (Fondatore di Forlì Città Aperta), ASMAE DACHAN (giornalista italo-siriana) e ROBERTA BIAGIARELLI.
Roberta Biagiarelli Artista multidisciplinare, dal 1985 esercita la sua attività di attrice e autrice teatrale professionista. Fonda nel 2002 l’associazione culturale Babelia & C.- progetti culturali per dedicarsi con maggior slancio alla produzione, ricerca ed interpretazione di temi sociali, storici e politici. E’ autrice ed interprete dei monologhi: Srebrenica, Reportage Chernobyl, Falluja (Trilogia dei Luoghi Scomparsi) e di Resistenti, leva militare ‘926. Produce ed interpreta i documentari Souvenir Srebrenica (2006), La neve di giugno (2007), la Transumanza della Pace (2012). La specificità dei temi trattati nel suoi lavori teatrali e il suo radicamento al presente la porta ad aprirsi a collaborazioni con ambiti riguardanti la Cooperazione internazionale, Ong e altri soggetti impegnati nel sociale. E’ coordinatrice e responsabile dal 2008 al 2010 di un progetto pilota di rivitalizzazione socio-culturale nell’area di Srebrenica (BiH). Tra gli ultimi lavori teatrali portati in scena: L’Altra Opera, Giuseppe Verdi agricoltore e Figlie dell’epoca, donne di pace in tempo di guerra. Pubblica a settembre 2016 il volume “Dal libro dell’esodo”_ Edizioni Piemme di cui è co-autrice con il fotoreporter Luigi Ottani sull’esperienza diretta fatta l’estate scorsa incontrando profughi sul confine greco- macedone.
Massimo Tesei _Forlì Città Aperta Tra i fondatori della cooperativa Una Città, editrice dell’omonima rivista, ne è stato presidente dalla fondazione nel 1990 fino al 2010. In questa veste è stato più volte in Bosnia, in Israele e in Palestina. E’ stato anche in Algeria e in Marocco. In tutte queste occasioni ha avuto la possibilità di intervistare giornalisti, politici, attivisti di associazioni e persone comuni. E’ stato invitato in decine di scuole superiori di tutta Italia, compresa ovviamente Forlì, a presentare alcuni libri editi da Una Città sul tema del conflitto arabo-israeliano (La Storia dell’altro, Ostacoli alla pace, Per mano dell’altro). Per due volte ha accompagnato in un tour in Italia di due settimane Jeff Halper, pacifista israeliano, autore di Ostacoli alla pace e fondatore dell’Icahd, un’associazione israeliana che, con l’aiuto di volontari di tutto il mondo, ricostruisce le case palestinesi distrutte dalle autorità israeliane. Successivamente ha accompagnato in un altro tour di 15 giorni attraverso il nord Italia un ragazzo israeliano e una ragazza palestinese, incontrando associazioni, comitati e scuole superiori. Ha accompagnato in un tour di una settimana in Emilia Romagna Jamila Hassoune e ha poi partecipato ad una delle sue “Carovane del libro” in Marocco. Ha tenuto corsi in varie città italiane su “l’intervista”, in particolare sul metodo usato dagli intervistatori della rivista Una Città (giornale in cui si pubblicano quasi esclusivamente interviste).

Asmae Dachan Giornalista professionista e scrittrice italo-siriana.
Nasce ad Ancona nel 1976. È stata direttore responsabile del mensile marchigiano ML – Mondo Lavoro ed è creatrice e autrice del blog Diario di Siria. Dal 2016 lavora come freelance per diverse testate regionali e nazionali, tra cui Il Fatto Quotidiano e il settimanale Panorama.
Nel 2016 riceve sia il premio Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, che il premio della giuria al Concorso Giornalisti del Mediterraneo con il reportage pubblicato su Panorama: “Io, nella tana degli uomini bomba” realizzato a Molenbeek dopo gli attentati di Bruxelles. Nel 2015 l’Ordine dei Giornalisti delle Marche le assegna il premio ‘A passo di notizia’ per i suoi reportage in Siria. Al premio è annessa la mostra fotografica “Siria, tra macerie e speranza”, che raccoglie scatti realizzati dall’autrice e da reporter siriani indipendenti. Nel 2014 riceve il Master honoris causa in giornalismo assegnato dalla European Muslim League e dal IUOP International University of Peace. Vincitrice del Premio Universum Donna 2013 – sezione giornalismo, ha ricevuto la nomina a vita di Ambasciatrice di Pace della University of Peace Switzerland. È coautrice di sillogi di poesia tra cui “Sotto il cielo di Lampedusa – annegati da respingimento”- Rayuela Edizioni 2014 e “Tu, Siria” – Giaconi Editore, 2014. Nel 2009 con il romanzo ‘Dal quaderno blu’, Libertà edizioni, vince il Premio Speciale della Giuria al Concorso Letterario Internazionale ‘Trofeo Penna d’Autore’ ed entra nelle pagine dell’Enciclopedia degli autori italiani. La sua ultima silloge si intitola “Noura”, Blu di Prussia Edito

La Mostra è in corso presso: Paggeriarte Piazzale della Rosa Sassuolo
28 gennaio/25 febbraio 2017 orari di apertura: sabato dalle 16 alle 19 / domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00

Nato dal viaggio compiuto nell’agosto 2015 sul confine greco-macedone, il reportage realizzato da Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli, pubblicato nel volume “Dal libro dell’esodo” (Piemme), accompagna sulle strade della fuga di centinaia di migliaia di persone da guerre e povertà. Un reportage intenso ed emozionante: un cammino di sette giorni fatto con i migranti, lungo i binari tra Gevgelija, in Macedonia, e Idomeni, in Grecia. Il libro si arricchisce dei testi della parlamentare europea Cécile Kyenge, del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, del ricercatore e saggista Michele Nardelli, studioso del Novecento, del regista Carlo Saletti e del giovane storico italo-siriano Ismail Fayad. “Nel caso di questa grande fuga sulle strade d’Europa, esiste una parola in realtà che aiuta a capire meglio delle altre: “esiliati”. Siamo di fronte ad un esilio, un evento biblico, in apparenza inarrestabile, per capire il quale è più importante leggere l’Esodo e la cacciata degli ebrei da Sefarad che un testo di geopolitica. Camminando, gli esiliati sono consci di esercitare un diritto primordiale: attraversare i territorio. Qualcosa di antico dunque, ma anche di assolutamente nuovo”. (Paolo Rumiz, “Dal libro dell’esodo”).
“Ci sono tante cose crudeli in un popolo in fuga dalla guerra, in primis le ragioni della sua cacciata dalla terra d’origine, non per scelta ma per necessità assoluta, per potere continuare a vivere. Ma per quel che ho visto qui, in questo miglio a Gevgelija, sono stati tanti padri soli in viaggio con un figlio o una figlia, di misure e altezza diverse, bambini e bambine, tantissimi”. (Roberta Bigiarelli, “Dal libro dell’esodo”). È proprio sulle immagini di questi padri che si concentra la mostra allestita in Paggeriarte: volti di padri che stringono i propri figli, li tengono in braccio, sulle ginocchia, a volte camminando a volte seduti, in un attimo di sosta dal cammino. Padri soli in viaggio per salvare i propri figli. Forse sono partiti loro, e non le madri, perché gli uomini sono più forti, hanno più possibilità di salvarsi e, salvando se stessi, di salvare il proprio futuro, i propri figli.

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