“La notte dell’arte, gusto e cultura sotto la luna e le stelle”


Torna venerdì prossimo, 6 ottobre, l’appuntamento con “La notte dell’arte, gusto e cultura sotto la luna e le stelle”: cena in ristorante sassolese a menu e prezzo concordato assieme agli esperti e a seguire visita alla mostra “Musica Imperfetta” e incontro con il pittore Giuliano della Casa

Dopo l’incontro dello scorso luglio con il pittore sassolese Fausto De Nisco, Luca Silingardi, storico dell’arte, curatore della rassegna giunta al suo settimo anno, accompagnerà i visitatori alla mostra Musica Imperfetta, allestita in PaggeriArte in occasione del Festivalfilosofia 2017, e incontrerà, assieme allo scrittore Roberto Valentini, il pittore modenese Giuliano Della Casa, autore delle opere esposte.
Dunque, un’altra “Notte dell’arte” da non perdere, anche per l’invitante menu proposto per la cena da Roberto Macchioni e dallo staff dal Ristorante “La Paggeria” di via Rocca 16/20, alle ore 20, con prenotazione obbligatoria all’URP: 0536 880 801.
Il ritrovo per la sola visita (libera e gratuita, senza prenotazione) e l’incontro con il pittore Giuliano Della Casa è invece in Piazzale Della Rosa a Sassuolo, alle ore 22.

Giuliano della Casa appartiene a quella schiera di artisti che mettono tutti d’accordo, creano spazi, ampliano il discorso. Se fanno una mostra il cuore sente, la mente corre, gli occhi ridono. Le sue opere piacciono a tutti, esperti e inesperti, intellettuali e ignoranti, critici e collezionisti perché raccontano un mondo autentico e sempre in procinto di diventare altro, nella perenne metamorfosi della vita che si rinnova rimanendo uguale, imperfetta perché provvisoria, stabile perché mutevole, molteplice perché imprevedibile, dove anche le dissonanze partecipano a un unico concerto multicolore.

Nelle grandi tavole a tecnica mista che Giuliano della Casa espone allo spazio PaggeriArte di Sassuolo in occasione di Festivalfilosofia 2017, le parole e le cose si rincorrono come cifre di un alfabeto infinito con il quale ognuno può orchestrare il proprio racconto polifonico. In queste opere gli uccelli cantano, i fiori profumano, gli oggetti vivono, mentre un cagnolino ci guarda con occhi fedeli e tutto per un istante sembra essere al posto giusto, non da un’altra parte, ma qui e ora, musica imperfetta negli occhi di chi la sa ascoltare.

Giuliano della Casa nasce a Modena nel 1942, frequenta l’Istituto d’Arte Venturi e successivamente l’Accademia di Bologna, terminando gli studi sotto la guida di Mastroianni. Nel 1966 tiene a Palazzo dei Musei di Modena la sua prima mostra personale. Da allora presenterà i suoi lavori nei centri di cultura più importanti d’Italia e del mondo: Bologna, Trieste, Genova, Palermo, Milano, Firenze, Roma, Biennale di Venezia, Madrid, Tokyo, San Paolo, Dusseldorf, Colonia, New York e Los Angeles. A Los Angeles e in altre città della California è tornato di recente invitato da Paul Vangelisti. Sebbene sia difficile etichettare Della Casa come appartenente a un determinato movimento o particolare corrente artistica, egli si distingue per l’uso magistrale dell’acquarello, quale strumento privilegiato della sua arte. Pur non rifiutando le forme, resta fedele a oggetti immaginari, il suo alfabeto è fatto di segni simbolici da cui nascono immagini di un’assoluta semplicità, forme fluttuanti e surreali. In un artista come Della Casa, ciò che più colpisce è il gusto per la materia pittorica: il colore, continuamente reinventato con tocco veloce, è piegato ai modi del racconto favolistico. Una tale dialettica di forma e colore rende monumentali anche le piccole pitture

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