La #violenza di genere è violenza. Non esistono giustificazioni, spiegazione, casi particolari, atteggiamenti provocatori, eccezioni.

La #violenza di genere è violenza. Non esistono giustificazioni, spiegazione, casi particolari, atteggiamenti provocatori, eccezioni.

Ogni passaggio del ciclo della violenza – quella fisica, quella psicologica e quella economica – genera sofferenza, insicurezza e ingiustizia sociale.
Non bastasse, oggi assistiamo a un crescente victim blaming, che rende la donna vittima due volte.
Per questo occorre ribadire in ogni sede con fermezza che chi subisce violenza non ha mai colpa.


Non se l’è cercata. Non c’entra come era vestita, se ha bevuto, se scherzava o ballava.

Ed è anche ora di dare il giusto peso alle parole, perché una donna che ha successo o ha coraggio non “ha le palle”, perché non esistono “lavori da donna”, perché “chissà quella come è riuscita a fare carriera” non sono battute, sono l’humus della disuguaglianza.

Anche la Regione Emilia-Romagna può e deve giocare un ruolo da protagonista in questo ambito: rafforzando la rete di accoglienza dei centri antiviolenza e delle case rifugio, finanziando progetti di sensibilizzazione e di educazione, lavorando per superare le discriminazioni soprattutto in tema di avanzamento di carriera e nel #gender pay gap.
Lo stiamo facendo, dovremo farlo ancora con più convinzione, più risorse, più attenzione.