La mostra a #PalazzoDucale ad ingresso gratuito nella tre giorni di #FestivalFilosofia

La mostra di Sidival Fila si snoda in un confronto serrato con la rappresentazione, l’artificio e il fasto barocco del Palazzo Ducale di Sassuolo. È un confronto che si sviluppa a cominciare dal Salone delle Guardie per continuare poi nella Camera della Fortuna, nella Camera dell’Amore, nella Camera delle Virtù Estensi, fino al Camerino del Genio: un perfetto dialogo con la francescana aniconicità dell’artista, tra installazioni site-specific e opere di forte impatto dimensionale ed estetico.
Sidival Fila ha cercato un parallelo rispecchiamento tra alcuni ambienti della delizia estense, con la loro sovrabbondanza di pitture e decorazioni, e le sue opere, le sue tecniche, i suoi vecchi tessuti rivitalizzati, i suoi mille fili che si intrecciano sulle diverse tele a cercare inedite tensioni, velando e a dis/velando l’essenza della sua arte e del suo pensiero astraente. La messa in scena della materia attraverso la materia stessa è alla base del processo di costruzione dell’opera e della sua particella di verità.
L’ostensione e la poesia dei vari lavori generano così un flusso estetico irrefrenabile che sgorga prodigo e limpido mentre, parallelamente, la chiamata in causa dello spettatore chiede che essi vengano colti, dalla sua coscienza, come arte. L’antico illusionismo ci racconta della finzione della pittura. L’operazione di Sidival ci conduce invece verso la verità di una svolta che si fonda sui riferimenti cardini di Burri e di Fontana. Imperniata, dunque, su ciò che è e non su ciò che rappresenta, l’operazione dell’autore si offre come un perfetto lirico correlativo oggettivo di materiali della realtà in grado di tramutarsi in una concretizzazione della sua sensibilità.

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