Carlo Calenda a Modena
Novembre 12, 2021

Un pensiero per Elisa, nella Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza sulle Donne

Ero a cena con alcune amiche pochi giorni fa e mentre parlavamo di questa orribile, orribile tragedia del femminicidio di Elisa, dell’omicidio dei suoi figli e della sua mamma, ci siamo guardate e ci siamo rese conto che davvero sarebbe potuto capitare a chiunque di noi. Perché dobbiamo smettere di pensare che è vittima di violenza solo chi è più fragile ( non mi metto nemmeno al livello di chi crede che le vittime se la siano cercata), solo chi non ha gli strumenti per difendersi.

Le morti di Elisa, Ismaele, Sami e Simonetta hanno lasciato tutti senza parole: sgomenti, attoniti e profondamente addolorati. Una strage che ha colpito duramente la comunità sassolese, così come l’Italia intera. Un’altra donna uccisa brutalmente per motivi assurdi: controllo, possesso, limitazione della libertà. Sono vicina al dolore immenso di parenti a amici e credo che occorra stringerci tutti intorno all’altra figlia adolescente di Elisa che, per fortuna, è sopravvissuta alla strage. Urge una risposta collettiva di solidarietà e vicinanza, per farle arrivare tutto l’affetto e il sostegno possibile. Invito di nuovo chi lo desidera a donare presso il Fondo di Solidarietà Città di Sassuolo.

Poi la politica deve interrogarsi su come reagire di fronte a un altro uomo che uccide perché “non accettava la fine della relazione”. Basta usare queste formule stantie e vagamente giustificanti! Si tratta di un brutale assassinio, di un atteggiamento violento e prevaricatore che parte da lontano e che deve essere arginato, prima di tutto sul piano culturale e formativo, perché la prevenzione è la prima arma. Dobbiamo davvero riflettere a fondo e chiederci cosa poter fare subito di più per invertire la rotta. Ogni giorno perso significa una vittima in più. Queste notizie lacerano il cuore e scuotono le coscienze, ma non devono annebbiare la mente. La Regione Emilia-Romagna, di cui sono consigliera, sta lavorando intensamente per contrastare violenza e discriminazioni di genere. Un impegno che nel triennio 2017-2020 si è tradotto in oltre 10 milioni di euro. Altri 4,7 milioni sono stati stanziati lo scorso giugno nel nuovo Piano regionale contro la violenza di genere: ai 2,6 milioni di euro per quest’anno di risorse nazionali, si aggiungono 2,1 milioni di finanziamenti regionali.

Purtroppo, il trend dei casi è ancora in crescita, come ci conferma l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere: 520 telefonate da vittime di violenza o stalking nel primo semestre 2021 contro le 462 dello stesso periodo del 2020 (+13%). E +107% rispetto al 2019. Nello stesso periodo le chiamate al 1522 – il numero verde gratuito attivo 24 ore su 24 – sono state ben 802. Dobbiamo investire sicuramente più risorse per fronteggiare questa emergenza, rafforzando la rete dei soggetti impegnati nel contrasto alla violenza: i Centri antiviolenza e le Case Rifugio, i Comuni e gli enti pubblici, e ancora le Forze dell’ordine, i servizi sociali e sanitari, oltre che la scuola e il mondo dell’associazionismo. È un dovere morale insistere sui programmi di autonomia abitativa ed economica delle donne vittime di violenza, oltre a formare più personale specializzato per aiutare a individuare ed affrontare al meglio le situazioni critiche. Queste azioni non cancellano di certo il dolore enorme che ogni episodio continua a suscitare. Ma sono risposte concrete e forti che devono trovare il consenso unanime di tutte le forze politiche e dell’opinione pubblica.