DA PARCHEGGIO A PARCHEGGIO: quando manca il coraggio e la visione

DA PARCHEGGIO A PARCHEGGIO: quando manca il coraggio e la visione
Un’ occasione storica persa per la città di Sassuolo. Non troviamo altre parole per definire la scelta che
l’amministrazione attuale ha fatto sul progetto di riqualificazione di piazza Martiri Partigiani.
Oltre 2 milioni di euro, ottenuti dall’amministrazione Pistoni dal Ministero per i beni culturali (progetto
Ducato Estense) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Con la volontà precisa di riqualificare il
centro cittadino e di rinnovare e abbellire il cuore storico della città, con una piazza che volevamo
pedonalizzata nella parte più antica, dal cannocchiale a via Cavallotti, e con l’obiettivo di arrivare al suo
pieno recupero; operazione da fare insieme alla la riorganizzazione dei parcheggi, anche intorno alla
piazza, e l’aiuto ai privati per la riqualificazione delle facciate. L’amministrazione Menani spenderà questi
soldi per rifare un parcheggio. Purtroppo è la prova della mancanza di coraggio di questa Amministrazione,
la mancanza di visione che invece accomuna le piccole e grandi città più evolute, in Italia e nel mondo.
Vicino a noi, ci sono esempi di città che dimostrano come, volendo, si possano coniugare gli interessi dei
cittadini, dei commercianti e, perché no, dei turisti. Perché non è assolutamente vero che i centri storici (e
anche non storici) delle città per sopravvivere devono essere soffocate dal traffico e dall’inquinamento.
Siamo consapevoli che la bellezza storica della vecchia piazza Grande non si potrà riavere; ma pur tenendo
presenti le esigenze di oggi, tanto si può fare e tanto si può recuperare a Sassuolo. Noi ci abbiamo creduto,
e abbiamo reso più accessibile piazzale della Rosa, e del tutto libero dalle macchine. Abbiamo riaperto il
passaggio del Fontanazzo, perché i sassolesi potesse godere quotidianamente di quella bellezza. Abbiamo
riqualificato piazzale Avanzini, destinato a parcheggio ma in condizioni estetiche e di uso completamente
diverse. Abbiamo lavorato, in accordo con la Direzione Museale, per avere i fondi per la riqualificazione del
Giardino Ducale, e i restauri della facciata sud. Insomma, abbiamo creduto che Sassuolo, città sicuramente
trasformata dalla sua vocazione industriale, potesse però ricordarsi di essere stata cittadina ducale: una
città che volendo potrebbe recuperare una parte della sua bellezza.
Ora invece si rinuncia a una parte importante di questo sogno: piazza Martiri Partigiani verrà rifatta, e con
una spesa così ingente, per tornare ad essere quello che è stato fino ad adesso: un grande parcheggio. Se
questa è la visione, perché non riasfaltarla semplicemente con una spesa decisamente inferiore?
L’amministrazione Pistoni aveva un altro progetto, che era stato presentato in Soprintendenza e che aveva
avuto un’approvazione condizionata, dopo un iter molto lungo, che è durato oltre un anno, fino marzo
2019, quando ormai la legislatura era agli sgoccioli. Ora la responsabilità è nelle mani della giunta Menani,
che ha stravolto completamente l’obiettivo che ci si era prefissati. Sarà ancora e sempre parcheggio, su
tutta la piazza. Qualcuno ci ha accusato di aver avuto poco coraggio e di non aver voluto avviare da subito
la completa pedonalizzazione della piazza; adesso invece dovremo fare i conti con la completa destinazione
a parcheggio. Non sarà certo una conquista.

 

GRUPPO CONSIGLIARE PD SASSUOLO

La capogruppo del Pd Giulia Pigoni in merito al depotenziamento dell’offerta culturale a Sassuolo

«Siamo felici che l’ assessore Ruini abbia fatto cambiare idea ai suoi colleghi che dall’ opposizione gridavano allo scandalo perché facevamo troppo poco per la cultura sassolese: oggi con questo assessore scopriamo invece che noi facevamo troppo e che a suo parere occorre tagliare sia in termini di risorse umane (e il ridimensionamento del ufficio cultura ne è la prova) sia in termini di risorse economiche, perché secondo lei sono sprecate». La capogruppo del Pd Giulia Pigoni torna sullo scontro in Consiglio comunale a proposito del paventato dai Dem «ridimensionamento del settore cultura con lo spostamento di una persona dal settore cultura a un altro: corrisponde al vero che si effettuerà una diminuzione dei fondi destinati alle manifestazioni?». L’ assessore Angela Ruini nella sua risposta aveva rimarcato come in questo modo si volesse «esagerare una legittima e ponderata scelta orgaizzativa» e che «non c’ era alcun depotenziamento dell’ offerta culturale. Anzi, la programmazione al Crogiolo Marazzi è stata perfezionata e la programmazione prevede più serate rispetto all’ anno precedente».
La ‘difesa’ dell’ assessore Ruini, però, secondo Pigoni, «è stata stridente e a tratti imbarazzante». Per ciò che riguarda il tema del nuovo regolamento sulle concessioni di patrocinio «l’ assessore non si rende conto che questa nuova modalità mette fortemente in difficoltà le associazioni del nostro territorio costrette a tempi di progettazione brevissimi rispetto al passato, scelta che quindi manca completamente di progettualità e visione a lungo termine». L’ assessore, continua Pigoni, «non è poi stata in grado di risponderci in merito ai futuri investimenti dal punto di vista culturale: le avevamo chiesto infatti se corrisponde al vero che andranno ad essere tagliati i fondi per le attività culturali sia locali che quelli di caratura nazionale.
La sua risposta in Consiglio comunale non entra nel merito, ma dice che occorre ridurre le iniziative culturali in città in quanto troppe e troppo onerose. Il suo pensiero è quindi che investire in cultura sia sperperare il denaro.
Noi abbiamo sempre sostenuto e agito pensando che la cultura faccia crescere la città e sia motivo d’ orgoglio per Sassuolo».
L’ assessore «ha poi apertamente dichiarato il falso quando ha sostenuto che noi abbiamo fatto cultura tagliando sui servizi essenziali ai cittadini. Questa è una bugia ne è la prova che bilanci alla mano con la nostra amministrazione gli investimenti sui servizi essenziali e di sostegno alle famiglie sono sempre aumentati».

Il Resto del Carlino

TEATRO CARANI

La notizia che si sono finalmente concluse le trattative per l’acquisto del Teatro Carani da parte della cordata guidata da Luca Mussini ci rallegra moltissimo. Da quando il Teatro, a causa delle ben note vicende, è stato chiuso per ordine del prefetto tutta la città ha accusato il colpo, perchè  questo edificio, oltre all’importante funzione di contenitore culturale, è da sempre stato uno dei luoghi simbolo della socialità sassolese. Abbiamo fatto diversi tentativi, come si ricorderà, per arrivare a un accordo con la proprietà, tentativi vincolati dal fatto che l’acquisto dell’immobile stesso per la Pubblica Amministrazione era impossibile. Il percorso  individuato e perseguito dal sindaco Pistoni, cioè  sollecitare una cordata di imprenditori privati che si addossassero le spese per l’acquisto e la ristrutturazione, è stato lungo e irto di difficoltà; ora, con enorme soddisfazione di tutti, dei cittadini, degli ex amministratori e dell’attuale amministrazione, è arrivato allo step finale. Non bastano le parole per ringraziare quegli imprenditori, Luca Mussini, Claudia Borelli e tutta la famiglia,  che hanno sempre creduto in questo progetto e hanno condotto trattative delicate , con discrezione e tatto, senza lasciarsi distrarre dalle polemiche e dai rumors che spesso venivano sollevati ad arte.

Come tutti i sassolesi, non vediamo l’ora che il teatro possa riaprire in tutto il suo splendore, dopo i lavori per la ristrutturazione e la messa in sicurezza. Ci auguriamo che l’Amministrazione sappia contribuire con una programmazione culturale degna della bellezza e dell’importanza di questo luogo.

GRUPPO CONSIGLIARE PD SASSUOLO

Gravissime e inaccettabili le affermazioni dell’assessore Ruini

Gravissime e inaccettabili le affermazioni dell’assessore Ruini. Ci si chiede quale sia la sua conoscenza della realtà scolastica di Sassuolo e del rapporto più che decennale tra le realtà associative e culturali del territorio e il mondo della scuola; realtà che l’hanno sostenuta, e che le hanno dato la possibilità di affrontare tanti temi e di fare tante attività formative, attraverso i progetti scolastici.  Proposte raccolte negli anni dagli uffici, in un costante contatto con il mondo della scuola, e che non sostituiscono, ma al massimo affiancano la scelta educativa della scuola senza sostituirsi ad essa, cosa impossibile; chi parla di imposizione di un modo di vedere o di una ideologia non sa di cosa parla, non sa cos’è la libertà di insegnamento, che è sempre responsabilità del singolo docente.

Al di là dei numeri, che possono sempre essere piegati a qualsiasi interpretazione ( chi dice che un progetto che costa poco vale poco?), quello che preoccupa è l’oggettivo impoverimento dell’offerta formativa, che è indice della ristrettezza di visione di questa giunta. L’assessore ha rigettato un progetto sulla violenza di genere, rifiutando un finanziamento regionale dedicato a questo tema, perchè teme lo strisciante diffondersi della teoria gender….allora non parliamo di bullismo, di violenza di genere, di sopraffazione. Non è pervenuta, a questo proposito, la posizione dell’assessore alle pari opportunità Camilla Nizzoli. Le motivazioni dell’assessore all’Istruzione Ruini non hanno nulla a che fare con questo progetto, che ha come finalità la promozione del rispetto della donna  nella comunità sociale. In un anno, il 2019, in cui ci sono stati 9 femminicidi in 9 mesi, solo in Emilia Romagna. Femminicidi, come attestano i processi, che sono l’esito di atteggiamenti consolidati, che possono essere combattuti solo con una forte azione educativa e di controllo. Ma  di certi argomenti a scuola non si deve parlare . Come non si deve parlare di migrazione, altro progetto cancellato.  Perchè i temi attuali sono pericolosi, e ideologici. Come se la scuola non avesse il dovere di insegnare il pensiero critico, e, senza imporre soluzioni, non dovesse insegnare che ci sono diversi punti di vista, e che i fenomeni sono più complessi e bisogna affrontarli.
E’ paradossale che in  questi giorni abbiamo sentito più e più volte ridicolizzare le proteste degli studenti, perchè invece di manifestare bisogna studiare e approfondire… A Sassuolo faremo la marcia del 25 novembre contro i femminicidi, ma a scuola non si dovrà parlare di violenza di genere. O  se ne dovrà parlare solo secondo “il messaggio politico che in tema educativo  e culturale ” la giunta vorrà imporre: sono le parole dell’assessore stesso, che, forse inconsapevolmente, dichiara apertamente che l’educazione avrà, sotto il suo mandato,  uno specifico fine politico. Una finalità preoccupante: questa davvero è  l’imposizione di una gabbia culturale. Parole che mai in passato, anche con giunte di diverso colore politico, si erano  sentite. Il mondo della scuola è avvertito.

(Maria Savigni – Giulia Pigoni)

Youth festival 2019

Si è conclusa anche questa edizione dello Youth festival e mi sento solo di dire, davvero di cuore, GRAZIE ai ragazzi di Pandora. Perché ci avete creduto sempre e avete sempre buttato il cuore oltre ogni ostacolo per realizzare una settimana di eventi che è diventata molto di più di una manifestazione giovanile: un luogo di ritrovo, capace di attrarre almeno 3 generazioni e un sacco di famiglie, oltre che tantissima gente da fuori. Grazie per lo sbattimento infinito che c’è dietro e perché avete cercato sempre collaborazione con tutti. Perché vi siete tirati dietro tutta Sassuolo. Grazie perché avete creato qualcosa che è diventato imperdibile per la nostra città. Non voglio dire altro, solo che per me è stato un grande piacere lavorare con voi! Avanti tutta e sempre! #youthfestival2019 #youthfestivalsassuolo #pandora

Giulia